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Vision

Vengono qui riportati i principali punti che caratterizzano la vision del Dipartimento delle Dipendenze relativamente alle problematiche affrontate. Su questi Principi di base si sono strutturate le offerte e l’organizzazione dipartimentale:

La maturazione del cervello si completa all’età di circa 21 anni entro la quale è necessario preservare tale struttura da stimoli nocivi derivanti da sostanze psico attive. Contemporaneamente è necessario attivare e mantenere tutte le attività in grado di stimolare correttamente il cervello per una crescita armonica all’interno di uno stile di vita sano.

L’uso di sostanze stupefacenti e/o psicoattive è da considerare sempre pericoloso per i possibili danni diretti o per l’incentivazione all’uso costante e all’instaurarsi di addiction

Le azioni di promozione e protezione della salute devono essere dirette verso tutte le sostanze stupefacenti e psicoattive in grado di interferire con le normali funzioni neuro psichiche. Tutto questo puntando soprattutto a rendere liberamente consapevole la persona di rischi e dei più opportuni comportamenti di salute da tenere.

La dipendenza patologica è una malattia del cervello, prevenibile e curabile.

L’uso di sostanze deve essere considerato e comunicato come “comportamento da evitare che mette a rischio la salute” e un “disvalore per la persona”

Esistono fattori di rischio che possono creare uno stato di vulnerabilità all’addiction, alcuni dei quali sono geneticamente determinati ed altri, egualmente importanti, sono in ambito psicologico, educativo, socioambientale.

Esistono anche fattori protettivi che possono essere rinforzati e promossi mediante specifici interventi ed attività, in grado di ridurre i rischi di addiction.

E' necessario supportare e rinforzare il ruolo e la responsabilità soprattutto della famiglia e della scuola.
Per ridurre i danni sociali e soggettivi derivanti dall’uso di sostanze è indispensabile identificare nei bambini e nei giovani il più precocemente possibile il consumo di sostanze (diagnosi precoce) o l’esistenza di fattori di rischio (disturbi comportamentali, assetti famigliari problematici, ecc.).

Sono da identificare precocemente, contrastare e gestire tutte le eventuali forme di discriminazione delle persone che utilizzano droghe e sostanze alcoliche e che possono avvenire in relazione alle attività preventive, diagnostiche o terapeutiche.

L’approccio corretto al problema è di tipo interdisciplinare: neuroscienze, psicocomportamentale, educativo, sociale, ed ambientale sia in termini di conoscenza dei meccanismi fisiopatologici che di trattamento.

L’approccio deve riguardare contemporaneamente sia le sostanze stupefacenti che alcol e nicotina.

Il forte ritardo di diagnosi riscontrato relativamente all’uso di sostanze e/o all’addiction nei giovani comporta gravi conseguenze mediche, psichiche e sociali per l’individuo. E’ pertanto necessario concentrare l’attenzione con specifici programmi di diagnosi precoce, sulle persone minori con il coinvolgimento attivo e diretto dei genitori.

Esistono una serie di dipendenze senza substrato farmacologico (gambling patologico, dipendenza da sesso, dipendenza da tecnologia digitale, shopping compulsivo ecc.) che devono essere prese in considerazione nelle offerte preventive ed assistenziali.

I trattamenti e gli interventi devono trovare costanti conferme di efficacia, sicurezza, eticità e sostenibilità finanziaria, mediante un monitoraggio continuo in grado di fornire dati quantitativi e scientifici secondo un modello manageriale applicato generalmente all’ambito sociosanitario.

Tutti le indagini diagnostiche, i trattamenti e gli interventi di vario tipo devono essere svolti in un contesto che metta una particolare attenzione alla tutela della privacy.

La comunicazione sociale deve essere costantemente presente ed esplicita relativamente ai danni derivanti dall’uso di tali sostanze e alla opportunità di evitarne l’assunzione e contemporaneamente promuovendo stili di vita sani e gratificanti, fin dalla prima infanzia.

La lotta alla droga deve trovare il costante e globale coinvolgimento di tutte le componenti della società civile e delle amministrazioni coinvolte e responsabili, a vario titolo, della salute dei cittadini.

E' necessario mantenere una costante formazione ed aggiornamento degli operatori professionali e del volontariato (parte importante del sistema assistenziale) oltre a sviluppare l’ambito della ricerca clinica e sociale anche mediante l’attivazione di collaborazioni europee ed internazionali con i più accreditati centri di ricerca.